TAR Pescara

(“RISARCIMENTO DEL DANNO ED OMESSA ATTIVAZIONE DEI RIMEDI GIURISDIZIONALI SOLLECITATORI”) TAR PESCARA, SENTENZA N. 324 DEL 6 OTTOBRE 2016. EST. DR. M. BALLORIANI.

Non può essere risarcito un danno agevolmente evitabile, mediante il ricorso ai rimedi giurisdizionali sollecitatori previsti dall’ordinamento (tra cui anche l’azione di accertamento e condanna a provvedere della Pa inerte attraverso il rito del silenzio).

 

N. 00324/2016 REG.PROV.COLL.

N. 00289/2015 REG.RIC.

Stemma_Italia

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo

sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 289 del 2015, proposto da:

***omissis***, rappresentato e difeso dall’avvocato Leo Nello Brocchi C.F. BRCLLL62A02G482V, con domicilio eletto presso il suo studio in Pescara, corso Umberto I, n.18;

contro

Comune di Collecorvino, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Giovanni Di Bartolomeo C.F. DBRGNN60L29G141D, con domicilio eletto presso il suo studio in Pescara, via Conte di Ruvo 28;
per l’accertamento e la declaratoria di illegittimità del ritardo procedimentale attraverso il quale il Comune di Collecorvino ha provveduto al rilascio dei titoli abilitativi edilizi richiesti dal ricorrente e finalizzati alla realizzazione di una centrale solare fotovoltaica;
nonchè per la condanna del Comune stesso al risarcimento del danno da ritardo.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Collecorvino;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 15 luglio 2016 il dott. Massimiliano Balloriani e uditi l’avv. Leo Nello Brocchi per la parte ricorrente, l’avv. Antonella Santeusanio, su delega dell’avv. Giovanni Di Bartolomeo, per il Comune resistente;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Considerato che in data 11 gennaio 2011 il ricorrente ha presentato al Comune resistente un’istanza tesa ad ottenere il parere preventivo per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, su terreno di proprietà, composto da 425 moduli per una potenza complessiva di 97.759 kw; parere ritenuto necessario per chiarirne la realizzabilità essendo l’area in questione ricompresa nella fascia di 200 metri dal cimitero comunale.
Che, nel silenzio su tale istanza, in data 13 luglio 2011 il medesimo ha presentato al Comune una domanda di permesso di costruire per tale impianto (scegliendo di non procedere mediante Dia per l’incertezza interpretativa relativa a tale vincolo cimiteriale), e in data 3 ottobre 2011 ha presentato analoga istanza per la realizzazione della cabina elettrica (da cedere ad Enel, gestore della rete, che ha autorizzato l’allaccio dell’impianto alla rete nazionale in data 20 ottobre 2011, a seguito del pagamento dei relativi oneri).
Che il Comune il 10 novembre 2011 comunicava l’avvio del procedimento e la contestuale sospensione per ulteriori approfondimenti; il 12 gennaio 2012 rappresentava la necessità di una dichiarazione attestante il rispetto della prescrizione della distanza di 300 mt dal centro abitato; il 12 luglio 2012 comunicava che il Consiglio comunale in data 24 aprile 2012 con delibera n. 4 aveva modificato il regolamento che imponeva tale prescrizione riducendo la distanza prevista a soli 25 mt; in data 31 luglio 2014 ha rilasciato il permesso di costruire richiesto.
Che il ricorrente, allegando anche una perizia tecnica, chiede il risarcimento del danno che deriverebbe dall’infruttuosa scadenza – imputabile all’inerzia del Comune – del termine per la messa in esercizio dell’impianto (31 dicembre 2011) al fine di poter usufruire della tariffa incentivante di cui al d.m. 5 maggio 2011 (cd. quarto conto energia).
Rilevato che ai sensi dell’articolo 20 comma 8 del d.lgs. n. 380 del 2001, nel testo vigente ratione temporis, il decorso infruttuoso del termine di legge determinerebbe la formazione del silenzio assenso (cfr. Tar Lecce, sentenza n. 566 del 2016), e quindi anche sotto tale aspetto il danno da mancata autorizzazione nel caso di specie si presenterebbe del tutto incerto e non indagato.
Che, in ogni caso, non può essere risarcito un danno che il ricorrente avrebbe potuto agevolmente evitare avvalendosi dei rimedi giurisdizionali sollecitatori previsti dall’ordinamento e che nella specie non ha azionato tempestivamente (tra cui anche l’azione di accertamento e condanna a provvedere della Pa inerte attraverso il rito del silenzio, cfr. tra le tante Tar Palermo, sentenza n. 3032 del 2015);
Che la ragione di infondatezza appena illustrata è assorbente e quindi priva di rilevanza la questione di costituzionalità dell’articolo 30 del cpa, che il ricorrente vorrebbe si sollevasse (questione peraltro già rimessa alla Corte Costituzionale dal Tar Piemonte con ordinanza n. 1747 del 2015 pubblicata nella Gu n. 9 del 2 marzo 2016) in relazione all’eccezione dedotta dall’Amministrazione resistente, ovvero che, per come rappresentato in giudizio, il danno da perdita di una posizione produttiva di reddito si sarebbe definitivamente prodotto nel patrimonio del ricorrente stesso in data 31 dicembre 2011, allorchè il medesimo ha perso quei benefici che avrebbero reso conveniente il proprio investimento iniziale; sicchè il ricorso sarebbe intempestivo in quanto proposto oltre il termine di 120 giorni da tale data (cfr. Tar Latina sentenza n. 518 del 2015).
Le spese possono essere compensate in ragione della peculiarità delle questioni trattate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara infondato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 15 luglio 2016 con l’intervento dei magistrati:

Michele Eliantonio, Presidente
Alberto Tramaglini, Consigliere
Massimiliano Balloriani, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Massimiliano Balloriani Michele Eliantonio

IL SEGRETARIO